Il lettoresommelier si accomiata temporaneamente dai suoi lettori. Anche se per ora non andrà in vacanza, altri impegni gli impediscono di dedicarsi alla scrittura del blog. Prima di lasciarvi vi lascia però un breve vademecum per affrontare al meglio le vacanze, almeno per quel che riguarda l’argomento vino.
Avrei voluto scrivere un decalogo, ma rischiavo un’accusa di plagio. Quindi accontentatevi di sei consigli.

Uno. Non fate peccato se bevete rosso.
Anche se l’estate (tranne questa sciagurata 2014) invoglia a bere bianco, nessuno vi scomunica se ordinate un vino rosso. Chiaro che, a meno di essere in un rifugio davanti a uno spezzatino di capriolo con polenta, dovrete scegliere un rosso non troppo importante e strutturato. Qualche nome? Grignolino, Valpolicella, Gutturnio. Vini freschi e adatti anche al pesce. Se poi vi va di bere un Barolo, fatelo! Avete tutta la mia approvazione.

Due. Non trascurate i rosati.
Una volta trascurati e considerati vini di scarsa qualità, ultimamente i rosati stanno vivendo una sorta di età dell’oro. Se l’appeal del colore gioca un ruolo non da poco, è la loro versatilità la vera carta vincente, rendendoli ideali per quasi ogni situazione, dall’aperitivo agli abbinamenti sia con il pesce sia con la carne (perfetti se voi ordinate carne e il vostro commensale pesce, o viceversa). Quali preferire? In Italia ormai avete l’imbarazzo della scelta, dai rosati salentini (ormai un classico) ai chiaretti del Garda. Ma anche il Piemonte regala bottiglie interessanti. Se volete fare i fighi, oltre a utilizzare lo scalogno stappate un rosato della Provenza oppure – e qui il successo è garantito – uno spumante rosato, meglio se si tratta di Champagne.

Tre. Chiedete di farvi raffreddare anche il vino rosso.
Potrà capitarvi (vedi il primo punto) che ordiniate un rosso. Che, quasi sempre, vi sarà servito alla famigerata temperatura ambiente, quindi a una media di 25/30°. Quindi, se non gradite bere un consommé che sappia di tannino, non esitate a chiedere che il vino vi venga raffreddato, anche ricorrendo al secchiello del ghiaccio. Il cameriere vi odierà? Gli altri avventori vi guarderanno come un marziano? I vostri commensali strabuzzeranno gli occhi? Fregatevene. Il vostro palato, e quello di chi vi accompagna, ve ne saranno infinitamente grati.

Quattro. Bevete il Moscato!
Il Moscato d’Asti è un grandissimo vino, e non lo dico solo perché è uno dei miei grandi amori enologici. Perfetto con quasi tutti i dolci, vi sorprenderà come aperitivo, abbinato a un piatto di salumi o a del formaggio fresco (anche di capra, osate!). Piacevole, poco alcolico, dissetante. La risposta piemontese alla bevanda scura di Atlanta o al tè degli inglesi.

Cinque. Andate a trovare un produttore di vino.
Una delle cose belle del nostro (sventurato) paese è che si produce vino praticamente ovunque. Quindi informatevi e andate a trovare un produttore (basta uno) che si trova in zona. Che il vino bevuto in cantina chiacchierando con chi lo produce è sempre più buono.

Sei. Leggete almeno un libro. E abbinateci un vino!
E poi raccontatemelo al vostro ritorno. Io vi racconterò i miei.