Sei cose da sapere sul vino per fare bella figura a Natale

Il lettoresommelier in questi ultimi mesi ha latitato un pochino ma non poteva mancare almeno un post natalizio. Nel periodo in cui tradizionalmente si è tutti più buoni (ma sarà poi realmente così?) non vi lascia soli in un momento così difficile come le feste di fine anno, e vi regala un piccolo prontuario per affrontarle al meglio.

Visto che, specialmente in questi giorni, i decaloghi sono più che mai inflazionati, mi accontentato di propinarvi solo sei consigli.

NATALE 01

Uno. Regalatevi (o regalate) almeno una grande bottiglia.

Non siate timorosi o – peggio – taccagni. Regalatevi oppure regalate ai vostri amici una grande bottiglia (almeno una). Se è sempre l’occasione giusta per stappare qualcosa di importante, non fatevi scappare almeno le feste istituzionali. E ovviamente accompagnate il vino con una pietanza all’altezza.

Due. Occhio alle bollicine.

Nonostante vivano un momento di grande spolvero, i vini spumanti vivono il loro assoluto momento di gloria in questi giorni di festa. L’offerta è ormai smisurata, visto che ormai non c’è regione vitivinicola al mondo che non proponga almeno qualche etichetta “frizzante”. Qui il gusto – buono o cattivo – gioca la sua parte. Ma, come già detto nel primo punto, regalatevi qualcosa di speciale. E, magari, lasciate perdere l’inflazionato Prosecco e puntate sulla qualità – e versatilità – ancora senza rivali dello Champagne.

Tre. Bevete il Moscato!

Lo so, l’avevo già detto la scorsa estate (leggi qui), ma non so resistere al fascino del Moscato d’Asti. E poi è il vino perfetto, praticamente l’unico possibile, da abbinare a Panettone e Pandoro. Trovate già il 2015, fresco di bottiglia. E costa pure poco. Insomma, non potete accampare scuse per non berlo!

Quattro. Occhio alla temperatura.

I “consigliatori” di cui sopra vi diranno di bere i rossi alla famigerata temperatura ambiente. Ora, ammesso che non decidiate di trascorrere le feste in qualche località esotica (dove magari del vino ve ne fregate), nelle vostre sale da pranzo belle riscaldate la temperatura ambiente sarà intorno ai 25°, per cui anziché vino rischiate di bere del brodo! Se per i bianchi non ci sono problemi, che basta tenerli in frigo e magari una volta a tavola in un contenitore che ne mantenga la temperatura, il discorso è più complicato per i rossi. Qui le soluzioni sono varie: lasciare la bottiglia in cantina sino all’ultimo, oppure tenerla sul balcone o – per i più temerari, che non hanno paura di apparire poco convenzionali – lasciarla qualche tempo in frigo. E, per favore, servite i rossi a non più di 16°: ci penserà la temperatura ambiente a dare quel paio di gradi in più che saranno sufficienti a farveli apprezzare al meglio.

Cinque. Ascoltate i consigli giusti.

In questo periodo trovate consigli su cosa bere in ogni dove: quotidiani, riviste, radio, tv, web. È un argomento che ogni anno sgrava i redattori dal pensare troppo a come riempire pagine e spazi, e consente un ricorso abbondante del riciclo di pezzi degli anni passati. Insomma, un po’ come quelli che ai primi caldi estivi consigliano di bere molta acqua, mangiare tanta verdura ed evitare di uscire nelle ore più calde. Al di là di abbinamenti deprimentemente banali, il punto forte e imprescindibile è che si devono bere le bollicine italiane anziché lo Champagne. Evito ogni commento (è Natale ed è d’obbligo essere buoni) e vi consiglio semplicemente di rivolgervi a qualcuno di fiducia (amico esperto, oppure un enotecario) e di raccontargli cosa mangerete e soprattutto i vostri gusti. Se saprà ascoltarvi e capirvi non vi pentirete di averne seguito i suggerimenti.

Sei. Siate originali.

Ok, le feste di Natale e fine anno sono il massimo del tradizionalismo. Ma nulla vi impedisce, almeno nella scelta del vino, di essere originali. Quindi allontanatevi dai cliché e dai soliti noti e lasciate spazio alla fantasia (e alle vostre esperienza e conoscenza). Stupite con abbinamenti insoliti ed etichette poco note. Che le sorprese non sono solo quelle che porta Babbo Natale.

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