“(…) fu l’essere umano più impressionante che io abbia avuto l’occasione di conoscere.”
(Gabriel García Márquez)

Oggi Julio Cortázar avrebbe compiuto 100 anni.

Argentino, sebbene nato a Bruxelles e vissuto a Parigi per quasi tutta la sua vita, è – ammesso che questa definizione abbia un senso – il mio scrittore preferito.

Grandissimo autore di racconti (genere che il lettoresommelier predilige), nella sua copiosa produzione non ha però disdegnato il romanzo – il suo Il gioco del mondo è un’opera immensa – e la poesia, distinguendosi anche per l’impegno politico, particolarmente rivolto alle vicende del Sudamerica.

CORTAZAR 02Difficile raccontare Cortázar e soprattutto la sua opera. Una scrittura precisa e soprattutto incredibilmente diretta ed efficace (che se vuoi essere bravo a scrivere racconti non ne puoi fare a meno) e una capacità di raccontare storie quotidiane, quasi ordinarie, facendole sembrare eccezionali, quasi fantastiche.

Per chi non lo conoscesse e volesse avvicinarsi, consiglio la sua prima – folgorante – raccolta di racconti, che si intitola Bestiario. Per chi ama di più il romanzo due titoli: Il viaggio premio (libro facile, che si legge in un amen) oppure il pubblicato da poco L’esame, sicuramente più cortazariano e più vicino al resto delle sue opere.

Il lettoresommelier celebrerà l’evento rileggendo quello che considera il più bel racconto di tutti i tempi (esagerato? forse sì, come tutte le affermazioni di questo tipo). Lo trovate nella raccolta Ottaedro e si intitola Manoscritto trovato in una tasca. (Lo trovate anche in rete, ma la traduzione lascia un po’ a desiderare). Parla di metropolitana, di Parigi, di ragni, di borsette, di riflessi, di amore, di caso. Parla di emozioni. E soprattutto emoziona.