Due nomi altisonanti, due marchi che sanno di qualità (anche se non per forza garantita), due vessilli della meraviglia che è l’Italia per tutto il resto del mondo che l’osserva da lontano: Barolo e Brunello – e la mente svicola tra eleganza e voluttà.

Una data: 21 novembre 2014.
Forse questa data non cambierà il corso della storia, ma di sicuro è un punto di partenza per fare sistema in questo paese in cui nessun orto confina con l’altro, semplicemente… prevale sull’altro.

StampaSarà un caso se lo stesso giorno dello stesso anno, per la prima volta, i produttori di questi due vini – tra i più conosciuti al mondo – si sono messi in una stanza per presentarsi al loro pubblico, che manco a dirlo è lo stesso… Ma io non credo nel caso e se quel giorno in due città divise da 2000 km – Barolo e Copenhagen – oltre 70 produttori (circa 30 per la tappa italiana e 45 per quella danese) delle due denominazioni si sono presentati uniti è solo perché i tempi erano maturi.
Per decenni non si sono piaciuti, non si sono parlati e non si sono voluti incontrare, ma forse, come nelle migliori faide familiari della letteratura, le nuove generazioni non conoscono più le ragioni né il giorno in cui quella guerra è iniziata e semplicemente hanno deciso di deporre le armi e anzi di “mettersi insieme”. I motivi magari non saranno né romantici né cavallereschi, ma certo è che se gli schivi langhetti e i campanilisti ilcinesi decidono di fare alleanza tra loro per promuovere i loro vini, anche per la più materiale (o meglio, commerciale) delle motivazioni questo non potrà fare che bene al nostro paese e alla sua immagine che tanto ha bisogno di proattività e di segnali confortanti.

BAROLO E BRUNELLO 03Per onore di cronaca, manco a dirlo, i due appuntamenti sono andati benissimo, hanno raggiunto gli obiettivi numerici e raccolto un pubblico entusiasta. E come poteva non esserlo… quando si ha l’occasione di degustare i migliori vini del mondo tutti insieme?

È troppo? Se non iniziamo a crederci noi, come faremo a farlo credere agli altri?
E di una cosa sono sicura: se il 21 novembre 2014 è stato il giorno del matrimonio del Barolo con il Brunello, per certo questa storia d’amore durerà per lunghi anni. E se volete dirmi che è solo business e che io sono troppo romantica, vi assicuro che ritengo che un buon affare sia un’ottima ragione per stare e rimanere insieme, finché morte non li separi.

Irene Fantozzi