Vi avviso, questo post va contro i mei principi.
Non ho mai parlato di qualcosa che non conosco, di qualcosa non letto, non visto, non degustato.
Ma c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, per cui vi toccherà leggere di un vino che non ho degustato e che credo non degusterò mai.

BOLLA CIAOSi tratta dell’ennesima pensata dell’ineffabile Oscar Farinetti, che non perde occasione per regalare perle enologiche (e non solo).
Fontanafredda, una delle tante aziende che il nostro ha collezionato in questi ultimi anni ha da poco lanciato un nuovo spumante metodo classico (la denominazione esatta è Alta Langa). La scheda tecnica racconta di un vino ottenuto da uve chardonnay e pinot nero coltivate tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare, ottimo come aperitivo ma “per la sua indiscussa personalità” adatto a tutte le portate.
Il nome? Bolla Ciao.

Ok: il marketing è marketing e il mondo – anche quello del vino – è spietato. E uno squalo come Farinetti gode come un matto nel nuotare in queste acque, dove ormai può permettersi di fare il buono e il cattivo tempo, appoggiato anche dalla politica, che evita solo formalmente ma che frequenta (e pratica) de tempo.
Ma sfruttare, storpiandolo, il titolo di una canzone che rappresenta tantissimo per l’Italia e per la sua storia mi pare francamente troppo. Specialmente per chi proclama la sua appartenenza a uno schieramento politico e ha in quella canzone un simbolo forte della sua storia e delle sue battaglie.
Ma, si sa, in Italia la storia non ha insegnato nulla ed è meglio dimenticare. E per farlo nulla di meglio di una bolla dalla indiscussa personalità, che forse sarebbe stato meglio chiamare Me ne frego.

p.s.: grazie a Irene per lo spunto e per il titolo.