I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardâr.
(Giosuè Carducci, Davanti a San Guido)

 

Molti miei lettori mi odieranno, altri si limiteranno a una sana invidia.
Perché non capita tutti i giorni di avere il privilegio di essere ospiti di due aziende icona dell’enologia italiana: Sassicaia (o, meglio, Tenuta San Guido) e Ornellaia.
Per farmi perdonare – almeno un po’ – vi racconto come è andata.

BOLGHERI 01

Il viale di San Guido

Il riferimento non può che essere il lungo viale di cipressi che collega l’Oratorio di San Guido a Bolgheri. Ma a destra e a sinistra del viale c’è un mondo. Più variegato di quello che ci si potrebbe aspettare.
Se il famoso viale non finisse, andando praticamente a sbattere contro l’Aurelia, dopo meno di tre chilometri, terminerebbe la sua corsa in mare. Dietro, invece, dolci colline formano una cornice di incommensurabile bellezza e – cosa che interessa ancora di più chi il vino lo fa – una formidabile barriera naturale. Sole, vento, un microclima eccezionale e pressoché unico. Fu questo che indusse il piemontese (siamo in Toscana, ma c’è un bel pezzo di Piemonte in questa storia) Mario Incisa della Rocchetta a provare a fare vino dove nessuno ci aveva mai provato. E a farlo, per di più, non con l’autoctono sangiovese, bensì con gli “stranieri” cabernet sauvignon e cabernet franc) e con l’aiuto di quello che al tempo (e non solo al tempo) era il maggior enologo italiano: Giacomo Tachis, anche lui piemontese.
Nacque il Sassicaia (nome che fa riferimento alla natura prevalentemente sassosa e ostile del terreno) e fu un successo. Il 1968 fu la prima annata a essere messa in commercio, il 1985 quella della consacrazione mondiale con i “centocentesimi” di Robert Parker.

Il 1985 fu anche l’anno della prima vendemmi di Ornellaia, altro vino simbolo della zona in cui ai due fratelli cabernet si aggiungono anche merlot e petit verdot.

Due vini e due aziende che hanno contribuito a fare la storia del vino toscano e italiano, dando un fortissimo impulso alla sua conoscenza nel mondo.
Due vini e due aziende che hanno tanto in comune.

ORNELLAIA 01Innanzitutto il territorio: una porzione di Toscana dove tutto è bellezza e dove l’intervento dell’uomo non ha creato danni e scompensi. E dove, a differenza di altre regioni vitivinicole, il paesaggio non è dominato dai vigneti, bensì frutto di un sapiente dosaggio di boschi, ulivi, viti e aree verdi. Andateci, respirate l’aria che sa di mare e godetevi la brezza che è presenza costante praticamente a ogni ora del giorno. E rimanete estasiati di fronte a scorci di incommensurabile bellezza.

E poi le cantine. Sobrie, quasi celate alla vista del visitatore. Dimenticatevi cartelli indicatori e grosse insegne: qui tutto è misurato, quasi sussurrato, al limite dell’understatement.
Gli ambienti della Tenuta San Guido non concedono nulla allo spettacolo. L’unico spettacolo è rappresentato dalle barrique delle due ultime annate di Sassicaia che riposano in due grossi saloni che si dipartono dalla sobria sala degustazione. Poche foto, qualche mappa, mobili essenziali. Il lusso e soprattutto la classe non hanno bisogno di essere ostentati.
Qualche concessione in più allo spettacolo di Ornellaia. Ma siamo sempre all’insegna dell’eleganza: quella delle opere d’arte contemporanea che si trovano nei vari ambienti della cantina, a evidenziare che ormai il vino è assurto a status e non è più solo una bevanda.

A un piemontese come me è piaciuto questo sussurrare, questa elegante dimostrazione di classe.

E i vini? I vini sono ottimi, prodotti con estrema cura, quasi cesellati. Fatti per incontrare il gusto del pubblico, per essere piacevoli anche da giovani (ma un Sassicaia 2001 aperto da poco mi ha confermato che hanno anche stoffa per durare nel tempo, guadagnando in complessità), per essere compagni di molti piatti e non solo delle classiche carni rosse.
Vini dove forse manca un po’ di anima, dove la ricerca della perfezione rischia di mettere in disparte la vera anima di un territorio che avrebbe tanto di più da raccontare.

ORNELLAIA 02

Ornellaia: la barricaia

SASSICAIA 01

Tenuta San Guido: la barricaia